Group on Active Stars & Systems

Catania Astrophysical Observatory
Dipartimento di Fisica e Astronomia dell'Università di Catania
Ricordo di Marcello Rodonò

 La figura di Marcello Rodonò nella ricerca Astrofisica


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Tesi Disponibili

Tesi sperimentali

Tesi compilative

 


  • Doppler Imaging d LO Peg (Relatori:  Dr. I. Pagano) - tesi sperimentale 
    Analisi dati spettroscopici acquisiti al TNG ad alta risoluzione con lo spettrografo SARG della binaria rapidamente rotante LO Peg Caratterizzazione dei parametri fisici e orbitali del sistema. Presentazione agli studenti del 11.05.2004
  • Doppler Imaging di stelle attive (Relatori: Dr. A.F. Lanza) - tesi sperimentale
    Nelle stelle per cui la principale causa di allargamento delle righe spettrali è l'effetto Doppler dovuto alla rotazione, eventuali disomogeneità della temperatura superficiale si manifestano con una deformazione del profilo delle righe che dipende dalla fase di rotazione. E' possible utilizzare tali perturbazioni dei profili di riga per ricostruire una mappa della stella mediante la tecnica detta Doppler Imaging.
    Si propone di partecipare alla fase di sviluppo e successivamente di test di un codice numerico per la ricostruzione di mappe della fotosfera di stelle attive a partire dai profili delle righe spettrali utilizzando tale tecnica. Presentazione agli studenti del 11.05.2004
  • Modelli NLTE a più componenti delle cromosfere di stelle magneticamente attive (Relatori: Prof. A.C. Lanzafame, Dr. I. Busà) - tesi sperimentale
    La tecnica di Doppler Imaging permette di ottenere una mappa del flusso superficiale di una stella con alta velocità di rotazione, dando informazioni sul numero di disomogeneità, la loro latitudine e longitudine, dall'analisi di una sequenza di spettri ad alta risoluzione che coprano almeno due periodi orbitali del sistema. La tecnica si basa sulla scomposizione dei profili osservati in componenti discrete. Allo stato attuale è stato possibile applicare la tecnica di Doppler Imaging alle fotosfere stellari o a regioni cromosferiche caratterizzate da righe otticamente sottili (quali per esempio le righe MgII h e k dell'alta cromosfera). I codici attuali prevedono infatti, per la decomposizione degli spettri in componenti discrete, l'utilizzo di profili di Voigt o Gaussiani a cui sono approssimabili solo tali righe. Non è possibile invece riprodurre righe cromosferiche otticamente spesse quali l'Halpha o le righe H e K del CaII con componenti di questo tipo, ma è necessario ricorrere a profili sintetici ottenuti da calcolo del trasporto radiativo in NLTE. Si propone quindi la messa a punto di un codice che utilizzi profili sintetici NLTE precedentemente calcolati mediante codici di trasporto radiativo (MULTI) da griglie di modelli di atmosfera completi (tipo il modello solare Valc). Ciò darà la possibilità di applicare la tecnica di Doppler Imaging a righe otticamente spesse permettendo di indagare su strati diversi delle atmosfere stellari. Inoltre l'automatizzazione della procedura di confronto con i dati sperimentali e la facilità a reperire osservazioni Halpha renderà possibile una mappatura cromosferica veloce e oggettiva di un largo numero di stelle attive.  Presentazione agli studenti del 11.05.2004
  • Attività stellare e rivelazioni di pianeti extrasolari (Relatori: Prof.  Dr. A.F. Lanza)- tesi sperimentale
    La recente scoperta di pianeti di massa confrontabile con quella di Giove in orbita intorno a stelle di tipo spettrale avanzato ha destato un notevole interesse per la ricerca di pianeti di tipo terrestre intorno a stelle simili al Sole.
    Sono già in fase di sviluppo due missioni spaziali, COROT (CNES-ESA) e Kepler (NASA), per la rivelazione di pianeti extrasolari mediante la tecnica dei transiti. La variabilità stellare rappresenta la maggiore limitazione per la possibilità di rivelare pianeti di dimensioni terrestri, specialmente per la missione Kepler, perchè la variazione del flusso calcolata per il transito di un pianeta come la Terra sul disco di una stella analoga al Sole è soltanto di circa lo 0.01 %. D'altra parte, la variabilità indotta dal transito di un grande gruppo di macchie solari può raggiungere lo 0.2 %
    Lo scopo di questo lavoro di tesi è quello di collaborare alle ricerche in corso presso l'Osservatorio Astrofisico di Catania e il Dip. Di Fisica ed Astronomia della Università di Catania per sviluppare metodi per ridurre l'impatto della variabilità indotta dall'attività magnetica nella rivelazione dei transiti planetari.
    Presentazione agli studenti del 11.05.2004
  • Modelli di curve di luce ottiche di sistemi binari attivi (Relatori: Dr. A.F. Lanza)- tesi sperimentale
    Le fotosfere delle componenti di sistemi binari stretti con una regione convettiva esterna mostrano la presenza di estese disomogenità di temperatura. Esse possono essere considerate analoghe alle macchie solari o ai gruppi di macchie solari ed hanno temperature efficaci circa 1000 K inferiori rispetto alla fotosfera imperturbata. La loro estensione può raggiungere anche il 50% del disco stellare, producendo una modulazione del flusso ottico di alcuni decimi di magnitudine durante la rivoluzione del sistema.
    Le tecniche messe a punto presso l'INAF-Osservatorio Astrofisico di Catania ed il Dip. di Fisica e Astronomia per l'analisi delle curve di luce ottiche di sistemi binari attivi permettono di ricostruire la geometria di tali disomogeneità a partire da opportune assunzioni a priori di tipo statistico. Un interessante tema di ricerca riguarda l'ulteriore sviluppo di tali tecniche modellistiche da un punto di vista teorico, la messa a punto di codici seriali e paralleli per l'analisi dei dati e la loro applicazione per lo studio dei cicli di attività e la distribuzione delle macchie stellari. In tal modo è possibile ottenere informazioni sui processi dinamo che generano i campi magnetici nell'interno delle stelle. E' anche possibile investigare l'effetto del campo magnetico sull'evoluzione delle componenti mediante una accurata determinazione dei parametri stellari in sistemi spettrofotometrici. Presentazione agli studenti del 11.05.2004
  • Cicli di attività stellare, cicli di macchie e diagrammi Butterfly stellari (Relatori: Dr. S. Messina)- tesi sperimentale
    Le stelle di tipo spettrale avanzato e con velocità di rotatione maggiore di quella solare mostrano presenza di macchie fotosferiche le cui dimensioni sono ordini di grandezza maggiori delle macchie solari. Osservazioni fotometriche mostrano che l'area delle macchie varia nel tempo anche in modo ciclico, analogamente a quanto osservato per le macchie solari, ma con un più ampio intervallo di periodi ed ampiezze. Inoltre, l'osservazione fotometrica delle macchie stellari ha recentemente rivelato la presenza di rotazione differenziale superficiale di tipo solare (si pensi al diagramma Butterfly) su alcune stelle e, sorprendentemente di tipo opposto (antisolare) su altre. Lo studio osservativo dei cicli di macchie e della rotazione differenziale è di prioritaria importanza ai fini della comprensione dei meccanismi dinamo che producono l'attività magnetica in questa classe di stelle.
    Si propone di analizzare le osservazioni fotometriche di selezionate stelle di tipo spettrale avanzato effettuate con il telescopio automatico APT allo scopo di:
    • rilevare la presenza di cicli di macchie, determinarne ampiezza e periodo; 
    • stimare l'area totale delle macchie e la sua evoluzione (con l'ausilio di codici numerici); 
    • investigare la presenza di rotazione differenziale superficiale e la sua connessione con i cicli di macchie. Presentazione agli studenti del 11.05.2004
  • Evoluzione del momento angolare (Relatori:  Dr. S. Messina)- tesi sperimentale
    Le stelle di tipo spettrale avanzato sono soggette ad una progressiva perdita di momento angolare dovuta all'accoppiamento di intensi campi magnetici presenti nell'inviluppo convettivo sia con il vento stellare (magnetizzato) sia con il la più interna zona radiativa.La perdita di momento angolare a sua volta determina un'evoluzione del livello, ma anche delle caratteristiche, dell'attività magnetica di queste classe di stelle.
    Lo studio dell'evoluzione del momento angolare è di rilevante interesse in quanto permette di investigare i meccanismi magnetoidrodinamici che sono all'origine dell'attività magnetica stellare (e quindi del frenamento magnetico) ed inoltre permettono di ricostruire  le proprietà rotazionali e magnetiche del Sole quando era giovane.
    Si propone di analizzare la fotometria CCD ottenuta per ammassi stellari di età diversa per determinare:
    • i periodi di rotazione delle stelle di tipo spettrale avanzato; 

    • la distribuzione dei periodi per masse stellari diverse; 

    • relazioni empiriche di variazione del momento angolare da confrontare con modelli attualmente disponibili.

  • Diagnostica di plasmi in stelle attive (Relatore: Dr. A.C. Lanzafame)- tesi sperimentale
    Un aspetto cruciale nel confronto tra teorie ed osservazioni in astrofisica è rappresentato dalla deduzione dei parametri fondamentali, ad esempio temperatura e densità, del plasma osservato. Le tecniche diagnostiche usate dipendono delle condizioni del plasma, cosicché, nelle stelle attive e nel Sole, si utilizzano il trasporto radiativo in LTE (Local Termodynamic Equilibrium) per le fotosfere, il trasporto raditivo in NLTE per le cromosfere e rapporto di righe o misura di emissione differenziale per le regioni di transizione e corone. Queste tecniche sono generalmente ben consolidate e normalmente usate nell’analisi dei dati osservativi. Ci sono, tuttavia, degli aspetti che necessitano un approfondimento per la progressione delle nostre conoscenze sulla atmosfera solare e sui fenomeni caratteristici delle atmosfere delle stelle magneticamente attive. Due di questi aspetti possono essere oggetto di tesi di laurea:
    • Validità delle attuali tecniche diagnostiche in condizioni altamente dinamiche.

    • Elaborazione di nuove tecniche diagnostiche per plasmi non-omogenei e o dinamici

    Questi argomenti possono essere affrontati mediante:
    • Simulazioni idrodinamiche (ad es. codice FLASH);

    • Sviluppo di teorie e codici numerici.

  • Risultati ottenuti nello studio delle stelle magneticamente attive (Relatori: Dr. I. Pagano) - tesi compilativa
    Si propone una tesi di tipo compilativo sui fenomeni di attività stellare. Si chiede che venga prodotta una review di settore dove siano messe in evidenza i principali risultati raggiunti, il contributo di questa branca dell'astrofisica alle discipline astronomiche e il contributo del gruppo di ricerca che opera presso questa Università e Osservatorio Astrofisico al settore.
    E' possibile valutare insieme allo studente eventualmente interessato la pubblicazione del prodotto del lavoro in formato multimediale, come parte del lavoro di tesi. Presentazione agli studenti del 11.05.2004
  • Misura di campi magnetici nelle stelle di tipo spettrale avanzato in ammassi giovani (Relatori:  Prof. S. Catalano, Dr. A.C. Lanzafame)- tesi sperimentale
    Le stelle di tipo solare in ammassi giovani prentano attività magnetica più elevata che nel Sole. Ciò è la conseguenza della maggiore velocità di rotazione e quindi della maggiore efficienza di amplificazione di campi magnetici per effetto dinamo. La presenza contemporanea di un vento stellare e del campo magnetico da luogo ad un effetto di frenamento della velocità di rotazione, che a sua voltainfluenza la generazione dei campi magnetici dinamo. Come questo avviene e quali
    sono le dipendenze dell'evoluzione della rotazione, o meglio del momento angolare della stella e come questo influisce nella circolazione superficiale ed interna non è ben noto. Capire l'evoluzione del momento angolare nelle stelle giovani, pre-sequenza o nelle prime fasi della sequenza principale è importante per capire gli effetti sulla evoluzione delle stelle in queste fasi critiche. La misura del campo magnetico in queste fasi, assieme alla determinazione dei parametri di attività è di importanza cruciale per parametrizzare l'evoluzione del momento angolare e dei suoi effetti sull'evoluzione della stelle.
    Sulla base di queste considerazioni sono stati ottenuti spettri ad alta risoluzione (R= 115.000) con lo spettrografo SARG al Telescopio Nazionale Galileo, per 8 stelle di tipo solare delle Pleiadi e delle Iadi due ammassi di età circa 100.000 e 800.000 anni. Il lavoro di tesi che viene proposto consiste nella analisi di questi spettri, che sono già stati estratti, per determinare il valore del campo con metodi basati sull'analisi delle larghezze sfruttando le numerosissime righe di varia efficienza all'effetto Zeeman o con modelli del profilo delle righe, ed ovviamente la discussione dei risultati nell'ambito della evoluzione delle stelle giovani.
  • Studio della rotazione ed attività e determinazione dei parametri
    fisici di base per stelle di pre-sequenza principale singole e binarie
    (Relatori: Dr. A. Frasca, Prof. L. Paternò)
    - tesi sperimentale
    Ci si propone di studiare l'attività e il tasso di rotazione in un campione di stelle di pre-sequenza principale nella regione di formazione  di Orione, basandosi su dati fotometrici e spettroscopici in parte già acquisiti, ma che potranno essere ottenuti in successive campagne di 
    osservazione.
    Lo studio spettroscopico si baserà su un "data-base" di spettri ad alta risoluzione già acquisiti con gli spettrografi FOCES (Calar Alto) e FEROS (ESO) e che potranno essere acquisiti in successive campagne all'ESO e con lo spettrografo SARG del Telescopio Nazionale Galileo.
    L'analisi del materiale spettrografico potrà essere finalizzata a:
    I) determinazione del contenuto di Litio nella atmosfera di queste stelle. L'abbondanza di questo elemento è un buon indicatore di recente formazione, e permette quindi di distinguere le stelle in fase di pre-sequenza da stelle già evolute (sub-giganti o giganti) che cadono nella stessa regione del diagramma HR.
    II) misura della velocità radiale, che costituisce un dato basilare per la caratterizzazione cinematica degli oggetti osservati, e quindi consente di valutare l'appartenenza o meno alla regione di formazione). Importantissimo sarà lo studio delle curve di velocità radiale dei 
    sistemi binari, soprattutto per la determinazione delle masse delle stelle componenti il sistema. 
    III) classificazione spettrale e valutazione del contributo relativo delle stelle componenti per sistemi binari e multipli. 
    IV) misura della velocità di rotazione (vsini).
    V) studio della attività cromosferica, utilizzando la riga H-alfa dell'idrogeno, le righe H e K del Ca II e il tripletto infrarosso del Ca II.
    Lo studio fotometrico, che potrà essere effettuato essenzialmente presso la sede M.G. Fracastroro dell'Osservatorio Astrofisico di Catania, sarà mirato a:
    I) determinazione dei periodi di rotazione dalla modulazione prodotta dalle 
    macchie fotosferiche nella curva di luce.  Con questa informazione, per i sistemi binari si potrà investigare il grado di sincronizzazione tra rotazione e rivoluzione orbitale in funzione del 
    periodo orbitale. Mediante le osservazioni spettrografiche ottenute contemporaneamente si 
    potranno studiare le regioni attive di queste stelle a vari livelli atmosferici, dalla fotosfera all'alta cromosfera. 
    II) studio della evoluzione del momento angolare dalle prime fasi evolutive (PMS, 1-30 Myr) alla età di alcuni ammassi aperti vicini (IC 4665 - 35 Myr, alpha Per - 50 Myr, Pleiades - 100 Myr, Coma - 400 Myr, Praesepe - 600 Myr). Saranno utilizzati dati fotometrici già disponibili, o che potranno essere acquisiti col telescopio da 91-cm della sede M.G. Fracastoro che utilizza un fotometro fotoelettrico o una camera CCD (di prossima installazione).
    III) ricerca di sistemi binari PMS ad eclisse per una determinazione completa dei parametri fisici delle stelle in fase di pre-sequenza principale.
    La conoscenza della massa di una stella è essenziale per studiane la struttura e l'evoluzione. Tutte le determinazioni empiriche di massa stellare sono basate sullo studio dei sistemi binari.
    Per le stelle di pre-sequenza principale (PMS) le stime di massa si sono basate finora sul confronto fra la posizione sul diagramma H-R delle stelle e le tracce evolutive teoriche, mentre sono necessarie misure dirette delle masse per poter fornire dei vincoli ai modelli teorici.
    La recente osservazione del sistema binario ad eclisse RXJ 0529.4+0041 (Covino et al., 2000), il primo con componenti PMS di tipo solare finora scoperto, fornisce una possibilità unica per verificare i modelli di evoluzione di pre-sequenza, in quanto fornisce una misura diretta della massa delle 2 componenti (dalla curva di velocità radiale e dalla inclinazione del piano orbitale) e dei raggi e temperature efficaci delle stelle, parametri fondamentali per collocare esattamente le 2 componenti nel diagramma H-R. 
    E' fondamentale continuare la ricerca di altri sistemi PMS ad eclisse, per poter definire il set completo di parametri stellari (Massa, Luminosità, T_eff) per stelle di massa diversa e in diverse fasi evolutive. Presentazione agli studenti del 11.05.2004
    Gruppo di lavoro:
    A. Frasca, S. Catalano, E. Marilli in collaborazione con E. Covino e J.M. Alcalà dell'Osservatorio di Capodimonte (NA)
    Bibliografia
    - Covino E., Catalano S., Frasca A., Marilli E., et al. 2000, A&A 361, L49;
    - Frasca A., Alcalà J.M., Covino E., Catalano S., E. Marilli, Paladino R. 2003, A&A 405, 149.
  • Popolazioni di stelle giovani nell'intorno solare: rotazione, età, attività magnetica, binarietà (Relatori:  Dr. A. Frasca)- tesi sperimentale
    Il campione stellare oggetto di questo studio è costituito dalle controparti ottiche di sorgenti X scoperte essenzialmente dai satelliti ROSAT e XMM e identificate otticamente con stelle apparteneti ai cataloghi Hipparcos e Tycho, cioè oggetti studiati dalla missione astrometrica Hipparcos e quindi con informazioni sulla parallasse e moti propri. La "cross-correlation" fra i cataloghi RASS (ROSAT All Sky Survey) e Hipparcos ha permesso di identificare circa 6000 stelle con emissione X, mentre quella tra RASS e Tycho ha prodotto circa 14000 sorgenti X stellari (campione RasTyc, Guillout et al. 1999).
    Di circa 200-300 stelle sono già state effettuate osservazioni spettroscopiche ad alta risoluzione in H-alpha e nella regione del Li I -6708 con gli spettrografi Elodie e Aurelie dell'OHP (Observatoire de l'Haute Provence, France) con lo scopo di classificare il campione Rastyc in termini di età e livello di attività cromosferica e di rivelare sistemi binari.
    Tra queste stelle sono stati selezionati alcuni oggetti particolarmente interessanti (binarie, stelle molto giovani, con contenuto di Litio elevato) che meritano delle ulteriori osservazioni spettroscopiche e fotometriche ripetute.
    Queste osservazioni sono già state effettuate per alcuni oggetti presso la sede M.G. Fracastoro dell'OA di Catania, col telescopio da 91-cm di diametro che si presta a questo studio, trattandosi di sorgenti relativamente brillanti (V < 10.5mag). Altre osservazioni, sia con lo spettrografo AURELIE dell'OHP che con lo spettrografo echelle e il fotometro dell'OACt sono in programma per i prossimi mesi. 
    Lo scopo principale di questo lavoro è la caratterizzazione di questi oggetti, ossia:
    a) la loro classificazione spettrale (sia delle stelle singole che delle binarie);
    b) la determinazione del contenuto di Litio e quindi la stima delle età;
    c) la definizione dei parametri cinematici (u, v, w) combinando le velocità radiali con i moti propri e le parallassi;
    d) lo studio del tasso di rotazione dal vsini spettroscopico e dei periodi di rotazione mediante la fotometria. Implicazioni su sincronizzazione e circolarizzazione delle orbite per i sistemi binari;
    e) determinazione delle masse delle componenti dei sistemi binari. 
    Presentazione agli studenti del 11.05.2004
    Gruppo di lavoro:
    A. Frasca, S. Catalano, E. Marilli in collaborazione con P. Guillout e R. Freire Ferrero dell'Observatorie Astronomique de Strasbourg (France)
    Bibliografia
    - Covino E., ..., Frasca A., et al. 2001, A&A 375, 130;
    - Guillout, P., Schmitt, J. H. M. M., Egret, D., Voges, W., Motch, C., & Sterzik, M. F. 1999, A&A 351, 1003
    - Frasca A., Alcalà J.M., Covino E., Catalano S., E. Marilli, Paladino R. 2003, A&A 405, 149. 
  • Studio dell'effetto del line-blanketing (assorbimento quasi continuo nell'UV dovuto alla presenza di milioni di righe) sulla formazione NLTE di righe otticamente spesse (Relatori: Prof. M. Rodonò, Dr. I.Busà)- tesi sperimentale
    Uno dei problemi più ostici nel calcolo delle righe sintetiche in NLTE è il trattamento del line-blanketing (assorbimento quasi continuo nell'UV dovuto alla presenza di milioni di righe) che, prevedendo il calcolo di milioni di righe, non può essere trattato in dettaglio in NLTE per mancanza di risorse computazionali. D'altra parte il line-blanketing, specie nelle stelle fredde, agisce come una sorgente di opacità UV quasi-continua, modificando in modo sostanziale il campo di radiazione, e ciò non può essere trascurato nel calcolo di un profilo dettagliato NLTE di una riga otticamente spessa in quanto il campo di radiazione entra in gioco nel calcolo delle densità di popolazione dei livelli che regolano la transizione stessa. Si propone di studiare l'effetto del line-blanketing sulla formazione delle righe Halpha, Hbeta, Na I d1 e D2, Ca IRT e CaII H e K. L'indagine richiede l'implementazione di software IDL e la modifica di codici FORTRAN (in particolare il software di trasporto radiativo MULTI) per l'introduzione di una griglia di funzioni di opacità da considerarsi nel calcolo del trasporto radiativo NLTE per la formazione delle righe in una griglia di modelli fotosferici. Lo scopo di tale lavoro consiste nel testare la validità degli attuali codici di trasporto radiativo che non tengono conto di tali effetti, indicando per quali stelle (sulla base dei modelli fotosferici) e per quali righe è necessario o meno tener conto gli effetti del line-blanketing.
  • Studio dell'energetica dell'attività stellare mediante modeling semiempirico di un set di 42 stelle osservate con lo spettrografo ad alta risoluzione SARG (TNG) (Relatori: Dr. I.Busà)- tesi sperimentale
    Informazioni sull'energetica dei meccanismi di riscaldamento possono essere ottenuti indirettamente dalle distribuzioni di pressione temperatura e densità elettronica degli strati più esterni delle atmosfere stellari. Il metodo di 'modelling semi-empirico' permette di ottenere tali distribuzioni: Esso si basa sull'assunzione di un modello P-T-Ne di prova, sul calcolo del trasporto radiativo NLTE (qui codice MULTI) nel modello di prova, e sul confronto con le osservazioni. Il modello iniziale viene quindi modificato alla ricerca di quella distribuzione dei parametri del plasma che meglio riproduce i profili osservati. l'uso di un modello di prova (non calcolato) è conseguenza del fatto che non si conoscono i meccanismi di riscaldamento e non è quindi possibile formulare un'equazione globale dell'energia che permetterebbe la costruzione di modelli ab-initio. Il modelling semi-empirico, nel caso solare, ha permesso di ottenere informazioni sulle proprietà del plasma atmosferico che, per quanto possano essere considerate solo come stime, mediate orizzontalmente e temporalmente, danno importanti informazioni sull'energetica dell'attività solare. Il risultato più importante in tal senso è espresso dal ben noto modello Valc (Vernazza et al., 1981) basato principalmente sulla riproduzione del continuo osservato. Esso indica che una quantità di energia pari a circa 1/10000 dell'energia emessa dalla fotosfera deve essere dissipata da meccanismi di riscaldamento non termici per produrre l'inversione del gradiente di temperatura che porta alla formazione della cromosfera, regione di transizione e corona. Una delle quantità più rilevanti che si ottengono infatti dai modelli semiempirici èla cosiddetta 'Cooling function' che da' proprio la quantità di energia che deve essere prodotta al secondo e per centimetro cubo per produrre e mantenere la distribuzione di temperatura trovata. Uno studio dell'andamento della Cooling-function al variare dei parametri stellari e al variare del livello di attività permetterebbe di dare importanti vincoli ai modelli teorici dei meccanismi di riscaldamento.
  • Studio dell'ammasso aperto IC 2243 (Relatori:  Dr. G. Cutispoto)- tesi sperimentale
    Si chiede di analizzare un insieme di spettri di stelle nella direzione dell'ammasso aperto IC 2343 ottenuti con il VLT/ESO durante la fase di science verification dello spettrografo multifibra Giraffe. Il lavoro di tesi prevede l'identificazione delle stelle appartenenti all'ammasso, e la misura delle loro temperature efficaci e  metallicità. I risultati ottenuti verranno quindi utilizzati per uno studio comparativo tra IC 2243 e l'ammasso globulare  47 Tuc di età confrontabile.

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Last update: 12-10-07.