Misure di Dark Count Rate e Optical Cross-Talk
Valutazione del cross talk ottico attraverso le misure di Dark Stairs
L’elettronica di front-end (CTITIROC 1A evaluation board) utilizzata per ottenere le misure di dark stairs è illustrata nella Figura 1. L’impulso del SiPM è amplificato dal preamplificatore High Gain (HG) e quindi modellato (shaping time di 15 ns) dal Bipolar Fast Shaper. Un discriminatore con una soglia programmabile (DAC a 10 bit) viene utilizzato per generare il segnale di uscita attraverso l’OR32 e, a sua volta, inviato al contatore interno alla FPGA della evaluation board.
Il metodo adottato consiste essenzialmente nella misura dei conteggi di trigger rispetto alla soglia del discriminatore in condizioni di dark. I dati vengono accumulati in 70 secondi di integrazione. Il risultato per un particolare rivelatore SiPM, MPPC LVR2 3050CN, è mostrato nella Figura 2, in cui è rappresentata la distribuzione dei dati che viene denominata “staircase”.
Supponendo una distribuzione di Poisson, la probabilità di avere due eventi coincidenti in una finestra temporale di 15 ns è di circa il 10-2% (frequenza di 100 conteggi al secondo), trascurabile rispetto ai conteggi di dark misurati.
La probabilità di Cross Talk Ottico (OCT) viene valutata dal rapporto tra i valori di DCR [0,5p.e.] e DCR [1,5p.e.] come indicato dalla formula (1)
Per il caso specifico dell’MPPC LVR2 3050CN, essendo il DCR 5,78×103 Cnts/s a 1,5 p.e. e 2,85×105 Cnts/s a 0,5 p.e., applicando la formula (1) si ottiene un OCT di ∼ 2.0%.
Influenza dell’elettronica di front-end sulla misura di DCR e OCT
Prima di discutere delle misure di OCT, dobbiamo introdurre due problemi:
- L’effetto di pile-up che porta a una sottovalutazione dei conteggi della DCR che è essenzialmente dovuto alla combinazione del tempo di recupero del SiPM e dal tempo di risposta dell’elettronica utilizzata per la misura. Più microcelle sono presenti in un SiPM, più pronunciato è l’effetto di pile-up.
- Inefficiente pole-zero cancellation (PZC) del filtro passa alto (HPF) responsabile della sovrastima del secondo p.e a causa di un lento recupero della baseline
In effetti, usando la formula (1), se il valore della DCR a 0,5 p.e. è sottostimato e il valore della DCR a 1,5 p.e. è sovrastimata, otteniamo un valore di OCT più alto di quello reale.
Pertanto, avremo due effetti che possono dare falsi valori di OCT:
- Effetto pile-up.
- Inefficiente pole-zero cancellation
In entrambi i casi, il valore di OCT risulterà più elevato di quello effettivo.
Indipendentemente dagli effetti sopra menzionati, l’OCT aumenta con l’area sensibile perché la probabilità di avere l’effetto di emissione LED è direttamente proporzionale al numero di microcelle presenti nel SiPM. Un altro parametro che gioca un ruolo importante che causa un aumento dell’OCT è la presenza del rivestimento protettivo sulla superficie sensibile del rivelatore. In altre parole, se si trascurano i due effetti discussi sopra, l’OCT sarà più alto per i SiPM con dimensioni maggiori e con coating protettivo.
Mentre il problema del PZC è impossibile da rimuovere o regolare perché il circuito derivativo si trova all’interno del chip ASIC, l’effetto dovuto al pile-up può essere mitigato perché dipende dalla frequenza di conteggio. Abbassando la temperatura la DCR diminuirà e quindi diminuirà la probabilità di pile-up. Abbiamo studiato l’effetto di pile-up sui dispositivi senza coating protettivo (LVR2 3050 CN, LVR2 6050 CN e LVR2 7050 CN) misurando l’OCT a 3V di overvoltage in funzione della temperatura ovvero in funzione della DCR. Il risultato è mostrato nella Figura 3.

Figura 3. OCT rispetto alla temperatura per i dispositivi senza coating protettivo LVR2 3050 CN, LVR2 6050 CN e LVR2 7050 CN).
Come si può notare per temperature inferiori a 6 °C, il dispositivo LVR2 6050 CN mostra un OCT intorno al 4%, il dispositivo LVR2 7050 CN mostra un OCT circa il 5% e mentre il SiPM LVR2 3050 CN, essendo un dispositivo di piccole dimensioni, mostra un OCT del 2% a qualsiasi temperatura. Sembra anche che al di sotto di 6 °C l’effetto di pile-up non influenzi la misuraz di OCT per i rivelatori di grandi dimensioni e la differenza (circa l’1%) è dovuta solo alle diverse dimensioni fisiche dei rivelatori stessi.
Abbiamo effettuato le misure di caratterizzazione sui rivelatori SiPM Hamamatsu serie LCT5, LVR e LVR2. I rilevatori sono elencati nella Tabella 1
| Device name | Dimensions [mm2] | Pich size [μm] | Coating | BV @25°C [V] | Gain @3V OV | DCR @6°C [cnts/s] |
|---|---|---|---|---|---|---|
| LCTC 3050CS | 3 x 3 | 50 | Silicone | 52.50 | 2.0x106 | |
| LCTC 7050CS | 7 x 7 | 50 | Silicone | 52.80 | 2.0x106 | 3.41x105 |
| LCTC 3075CS | 3 x 3 | 75 | Silicone | 51.30 | 3.3x106 | |
| LCTC 6075CS | 6 x 6 | 75 | Silicone | 52.01 | 3.3x106 | 2.54x105 |
| LCTC 7075CS | 7 x 7 | 75 | Silicone | 52.70 | 3.3x106 | 4.00x105 |
| LVR 3050CS | 3 x 3 | 50 | Silicone | 36.80 | 2.8x106 | |
| LVR2 3050CN | 3 x 3 | 50 | Bare | 38.26 | 2.8x106 | |
| LVR2 7050CS | 7 x 7 | 50 | Silicone | 38.20 | 2.8x106 | 7.96x105 |
| LVR2 7050CN | 7 x 7 | 50 | Bare | 38.60 | 2.8x106 | 6.52x105 |
Abbiamo misurato l’Optical Cross Talk (OCT) rispetto alla tensione di overvoltage (OV) da 2V a 6V con step di 1V.
I risultati ottenuti sono suddivisi per tecnologia (LCT5 o LVR). La Figura 4 mostra i grafici di OCT dei dispositivi LCT5 3x3mm2 con microcelle da 50 µm (a sinistra) e da microcelle da 75 µm (a destra). La Figura 5 mostra il diagramma dell’OCT riferito al SiPM LCT5 6x6mm2 con microcelle da 75 µm. La Figura 6 mostra i grafici di OCT dei dispositivi LCT5 7x7mm2 con microcelle da 50 µm (a sinistra) e da microcelle da 75 µm (a destra).




Figura 6. Cross-Talk ottico in funzione dell’overvoltage per dispositivi SiPM LCT5 7×7 mm2 LCT5 con microcelle da 50 µm (sinistra) e microcelle da 75 µm (destra).
Abbiamo confrontato tutti i dispositivi LCT5 nella Figura 7.
Come previsto, l’OCT aumenta con la dimensione del SiPM.




