È in arrivo in questi giorni una nuova tempesta solare, frutto dell’emissione di plasma avvenuta qualche giorno fa dalla corona, la porzione più esterna dell’atmosfera solare.
Dopo anni di quiete, in cui l’attività magnetica del Sole ha registrato una diminuzione sino a spegnersi quasi del tutto nel 2019, in questi ultimi mesi il nuovo ciclo solare ha ripreso vitalità.

Nuovi campi magnetici emergono nell’atmosfera solare e danno inizio ad una serie di fenomeni, certamente interessanti dal punto di vista scientifico, ma anche da monitorare per i loro effetti sulla nostra vita basata sempre più sul supporto della tecnologia.

Proprio in queste ultime settimane si è affacciata nell’atmosfera della nostra stella la Regione Attiva 12908, affiancata da altre due regioni altrettanto intense dal punto di vista del loro flusso magnetico.
Queste regioni del Sole, caratterizzate da campi magnetici molto intensi e fenomeni particolarmente dinamici, sono in grado di riscaldare ulteriormente la corona solare e di espellere nello spazio interplanetario grandi quantità di materia sino a velocità dell’ordine di 1000 km al secondo.

Ed è proprio in uno di questi eventi verificatosi il 20 dicembre, e osservato dal Telescopio Solare dell’Osservatorio Astrofisico di Catania, che si sono realizzate le condizioni per l’innesco di un brillamento di classe M1.8 e di una tempesta geomagnetica.

In queste ore, infatti, il campo magnetico terrestre è sottoposto a sollecitazioni così destabilizzanti da generare effetti sui diversi strati della nostra atmosfera. Risultato? Da una parte le meravigliose aurore, visibili anche a latitudini più basse del solito, dall’altra possibili disturbi alle comunicazioni radio, come quelle verificatesi in queste ore nell’Oceano Atlantico meridionale.
Occhi dunque rivolti verso il cielo notturno, soprattutto nei paesi scandinavi, per ammirare i colori e le forme più diverse delle aurore, ma anche occhi puntati sui sistemi di telecomunicazione che in queste ore potrebbero fare le bizze.

In Italia avremo poche chance di godere questi spettacoli naturali, almeno in questi giorni, ma non possiamo sapere cosa ci riserveranno i mesi e gli anni a venire. I ricercatori di tutto il mondo che si dedicano allo studio della Fisica Solare e delle sue ricadute nell’ambiente circumplanetario sanno bene che il ciclo solare sarà in ascesa nei prossimi anni, sebbene non si possa ancora fare previsioni di questi fenomeni esplosivi e della loro intensità.

Per questo è importante continuare a monitorare la nostra Stella con telescopi da terra e nello Spazio. Anche in Italia.
Fra gli strumenti INAF dedicati al monitoraggio dell’attività solare, ci sono il Precision Solar Photometric Telescope di Roma e il Telescopio Solare di Catania, che consentono ai ricercatori italiani di essere in prima linea nell’ambito della meteorologia spaziale mondiale.

Aspettiamoci, quindi, nei prossimi mesi altri episodi solari forse più appariscenti (e da non sottovalutare per la nostra tecnologia!) di quelli che stiamo osservando in questi giorni.
La stagione delle tempeste solari è appena cominciata!

 

Apri i seguenti link per guardare e scaricare le relative immagini e video del Sole:
Sole osservato con un filtro H-alfa 
filmato del brillamento del 20 dicembre

 

Fonte: Sorvegliati Speziali (INAF)