Seleziona una pagina

Qualche giorno fa, la Nasa ha annunciato la scoperta della stella più distante dell’Universo (nasa.gov). La sua luce è stata catturata dal celebre telescopio spaziale Hubble che ancora, dopo più di 30 anni, non smette di regalarci meravigliose immagini del cosmo.
La stella, chiamata Earendel, dista 12,9 miliardi di anni luce dalla Terra e si stima abbia una massa pari ad almeno cinquanta volte quella del Sole. La sua età la colloca quasi agli albori dell’intero Universo, esattamente 900 mila anni dopo il Big Bang.

Per poter osservare un oggetto così distante, e quindi così antico, Hubble ha sfruttato un raro allineamento cosmico tra il telescopio, la stella e l’ammasso di galassie WHL0137-08. Questo allineamento ha generato una “lente gravitazionale”, un particolare effetto previsto dalla relatività generale di Einstein, che ha amplificato la luminosità della stella lontana di oltre mille volte.

Per saperne di più sulla stella Earendel, potete leggere un approfondimento sul sito Media INAF. A noi qui piace, invece, raccontarvi dell’origine del nome “Earandel” dato alla stella. Chi è Earendel?
Ce lo racconta il Prof. Enrico Spadaro, docente di Francese e Inglese, Dottore in Studi Anglofoni ad impronta comparativa e filologica, ed esperto di John R. R. Tolkien (1892 – 1973), lo scrittore britannico famoso soprattutto per il romanzo epico high fantasy Il Signore degli Anelli

<< Eärendil il Marinaio era uno dei Mezzelfi e una figura importante nelle leggende degli Antichi Giorni (la Prima Era nell’impianto mitologico che Tolkien costruisce durante tutta la propria vita). Discendente da tutte e tre le “Case degli Uomini”, fu la prima persona conosciuta a raggiungere Aman (la Terra Benedetta degli Ainur, equivalenti agli angeli) nella Prima Era, dopo che i Noldor (una delle casate degli Elfi) andarono in esilio. Fu cruciale nella Guerra dell’Ira e il capostipite della linea dei Re di Númenor attraverso suo figlio Elros.

 

Eärendil è un nome della lingua Quenya*, che significa “Devoto al mare”, letteralmente “Amante del mare”. È un composto di eär, che significa “mare”, e -ndil, che esprime devozione.

Tolkien utilizzò il nome originale presente in inglese antico anglosassoneEärendel” – per tutte le stesure precedenti a “Il Signore degli Anelli”, e dapprima lo mise in relazione con le parole elfiche ea (aquila) ed earen (occhio), ma il significato esatto del nome rimase poco chiaro all’interno del Legendarium (nome dato alla mitologia di Tolkien) finché non rielaborò il nome in Earendil.

 

é𝙖𝙡𝙖 é𝙖𝙧𝙚𝙣𝙙𝙚𝙡 𝙚𝙣𝙜𝙡𝙖 𝙗𝙚𝙤𝙧𝙝𝙩𝙖𝙨𝙩 / 𝙤𝙛𝙚𝙧 𝙢𝙞𝙙𝙙𝙖𝙣𝙜𝙚𝙖𝙧𝙙 𝙢𝙤𝙣𝙣𝙪𝙢 𝙨𝙚𝙣𝙙𝙚𝙙
“𝙃𝙖𝙞𝙡 𝙀𝙖𝙧𝙚𝙣𝙙𝙚𝙡, 𝙗𝙧𝙞𝙜𝙝𝙩𝙚𝙨𝙩 𝙤𝙛 𝙖𝙣𝙜𝙚𝙡𝙨 / 𝙨𝙚𝙣𝙩 𝙤𝙫𝙚𝙧 𝙈𝙞𝙙𝙙𝙡𝙚-𝙚𝙖𝙧𝙩𝙝 𝙩𝙤 𝙢𝙚𝙣.”

 

Questi sono i versi che compongono il titolo della prima poesia che Tolkien scrisse su Eärendel**Prima di concepire qualsiasi storia per la mitologia, infatti, lo scrittore britannico scrisse tra il 1914 e il 1915 alcuni poemi, che raccontano in modo lirico la venuta di Eärendel a Valinor, il sorgere della sua barca come stella del mattino e il suo perenne viaggio ai confini del mondo. 


Figlio di Tuor e Idril, figlia del re Turgon, Eärendil venne cresciuto da bambino a Gondolin, la città segreta degli Elfi. Eärendil aveva sette anni quando Gondolin cadde, e sfuggì per un pelo alla morte per mano dello zio Maeglin durante la battaglia. Fu portato via sulle spalle di Hendor. Mentre riposavano a Nan-tathren, le acque di Ulmo, Signore dei mari, risvegliarono la nostalgia del mare nel padre e nel figlio.
Visse in seguito ad Arvernien presso le foci del fiume Sirion. Eärendil divenne in seguito il capo del popolo che viveva lì, e sposò Elwing, figlia di Dior, il figlio di Beren e Lúthien. Ebbero due figli, Elrond (personaggio che compare ne Il Signore degli Anelli) ed Elros.

 

Credits: Matěj Čadil – “The Light of Hope – the Star of Earendil”

Con l’aiuto di Círdan il Fabbro, Eärendil costruì una nave, la Vingilótë (o Vingilot), e navigò per i mari a ovest della Terra di Mezzo, lasciando la moglie ad Arvernien. In quel periodo Elwing era in possesso del Silmaril che Beren aveva strappato a Morgoth. La notizia giunse agli altri figli di Fëanor (l’elfo che aveva forgiato i Silmaril), che attaccarono gli abitanti di Arvernien, uccidendone la maggior parte. Ma Elwing, piuttosto che essere catturata, gettò se stessa e il Silmaril in mare. Il Silmaril non andò perduto.

Venuto a conoscenza della tragedia accaduta ad Arvernien, Eärendil partì in cerca di Valinor (la terra degli dei), e lui ed Elwing vi trovarono finalmente la strada. Eärendil divenne così il primo di tutti i mortali a mettere piede a Valinor. Eärendil andò allora davanti ai Valar e chiese loro di aiutare gli uomini e gli elfi della Terra di Mezzo e di combattere contro Morgoth; e i Valar accettarono la sua richiesta.

Poiché Eärendil aveva intrapreso questa missione per conto degli abitanti della Terra di Mezzo, e non per se stesso, Manwë (il Signore dei Valar) rinunciò a infliggere la punizione di morte che era dovuta. Considerato che sia Eärendil che Elwing discendevano da un’unione di Elfi e Uomini, Manwë concesse a loro e ai loro figli il dono di scegliere a quale razza unirsi (un dono che fu ulteriormente passato ai figli di Elrond, che divennero noti come i Mezzelfi). Elwing scelse di essere uno degli Elfi. Eärendil avrebbe preferito essere uno degli Uomini; tuttavia, per il bene di sua moglie, scelse di essere uno degli Elfi.


Eärendil visse a Valinor, e la luce della gemma del Silmaril sulla sua fronte poteva ancora essere vista nei cieli del lontano Ovest come la luminosa Stella della Sera. Coloro che rimasero nella Terra di Mezzo la chiamarono “Gil-Estel” (in Sindarin, “Stella della Grande Speranza”).>>

 

Il Prof. Spadaro, collabora con la rete dei Tolkieniani Italiani, che si occupa di diffondere e custodire le opere e il pensiero di Tolkien attraverso siti web, canali social (Facebook, Instagram, Twitter e Twitch) e una web-radio (Radio La voce di Arda) e pubblicazioni con la Società Tolkieniana Italiana (STI). 

 

Daniela Sicilia

Note:

*Il Quenya è una lingua artificiale di Arda, l’universo immaginario fantasy creato da Tolkien. Rispetto al Sindarin, la lingua elfica comune, il Quenya è una sorta di Elfico di alto rango e trae ispirazione dal Finnico.

**Questi versi sono un distico preso dal poema Christ di Cynewulf, scritto in antico anglosassone nel IX secolo dopo Cristo, da cui Tolkien fu particolarmente ispirato.