Luigi Gaetano Taffara

Nato a Catania il 20 aprile 1881, Taffara prese servizio all’osservatorio astrofisico di Catania nel 1901, come calcolatore per la fotografia celeste, collaborando alle osservazioni, alle misure e ai calcoli per il Catalogo astrofotografico. L’osservatorio, dal 1893, faceva parte delle diciotto istituzioni impegnate nel progetto internazionale di fotografia celeste della Cart du ciel, il cui scopo era quello di realizzare una mappa e un catalogo dell’intera volta stellare. Taffara eseguì all’equatoriale di Steinheil la maggior parte delle lastre relative alla porzione di cielo assegnata a Catania (da +47° a +54°), di alcune riducendone anche i dati per il catalogo. Si impratichì talmente nelle tecniche fotografiche di oggetti celesti, che alla fine del 1911 l’astrofilo Vincenzo Cerulli lo invitò al suo osservatorio privato di Collurania (Teramo) per fotografare la cometa Brooks. Taffara a Catania conseguì il ruolo di assistente in soprannumero (dal giugno del 1908) e intraprese anche i suoi primi studi di astrofisica solare insieme al direttore della struttura, Annibale Riccò.
Nel 1912 si trasferì a Roma, presso l’osservatorio del Collegio Romano, che era annesso all’Ufficio centrale di meteorologia e geodinamica del ministero di Agricoltura e Commercio. I suoi studi e attività in ambito meteorologico lo portarono all’ideazione di un teodolite nefoscopico fotogrammetrico per misurare l’altezza delle nubi e determinarne la velocità relativa. Nel 1924, entrò nel ruolo del personale scientifico degli osservatori astronomici e fu assegnato a Teramo, con l’incarico della direzione dell’osservatorio astronomico di Collurania, che nel 1919 Cerulli aveva donato allo Stato. A Collurania ampliò le sue attività in campo astronomico, estendendo i suoi studi ai pianeti, che osservò insieme a Cerulli. Taffara si occupò anche dei lavori di ampliamento della specola e dell’organizzazione del servizio meteorologico e sismico.
Nel 928 rientrò, in qualità di assistente, all’osservatorio di Catania, dove continuò le osservazioni sulle superfici planetarie avviate a Teramo, e riprese la collaborazione ai lavori del Catalogo astrofotografico, nonché i lavori e le osservazioni del Sole. L’anno successivo diede buon esito al corpus di osservazioni solari che da oltre un cinquantennio venivano fatte regolarmente a Catania, con la pubblicazione di un articolo sulle Memorie della Società astronomica italiana, che ebbe eco anche in campo internazionale: in esso aveva integrato le riduzioni di una serie di osservazioni dirette e spettroscopiche effettuate dal 1877 al 1928 negli osservatori di Palermo e di Catania, ricavandone un periodo medio del ciclo solare pari a 11,041 ± 1,17 anni e contribuendo così a rafforzare l’ipotesi dell’astrofisco statunitense George Ellery Hale (1868-1938) che la durata di ogni ciclo tra due massimi accentuati fosse di circa ventidue anni. Taffara effettuò regolarmente le osservazioni del Sole per tutta la durata del suo servizio a Catania, pubblicando annualmente un opuscolo persino nel periodo della seconda guerra mondiale, quando si prodigò nel salvataggio degli impianti e degli strumenti.
Alla fine del 1938, allorché furono emanate le leggi razziali e il direttore Azeglio Bemporad fu costretto ad allontanarsi dall’osservatorio, Taffara ne resse la direzione sino al 1943 e fu pertanto proprio lui a presentare ufficialmente all’Accademia Gioenia di Catania (di cui era membro), nel 1942, il Catalogo astrofotografico completo. Dopo la morte di Bemporad, che fu reintegrato nel 1944 all’osservatorio ma non alla direzione, Taffara per un breve periodo tenne nuovamente la direzione, prima che tale ruolo venisse occupato dall’astronomo Eugenio De Caro.
Nel frattempo, dal 1940 prestava servizio volontario presso l’osservatorio meteorologico sito a piazza Vaccarini che dal 1919, dopo la morte di Riccò, non era più pertinenza dell’osservatorio astrofisico di Catania ma era una struttura indipendente.
Anche dopo essere stato messo a riposo dall’osservatorio astrofisico per limiti di età nel 1951, Taffara continuò a occuparsi dell’osservatorio meteorologico con il titolo di direttore onorario fino al 1964.
Morì a Catania il 28 marzo 1966.