News scientifiche OACT
I laboratori OACT per lo sviluppo e gestione di strumentazione spaziale: COLD e LASP
L'Osservatorio Astrofisico di Catania si occupa anche dello sviluppo e gestione di strumentazione per programmi spaziali. Negli ultimi anni, l'Italia ha consolidato sempre di più il suo ruolo nelle missioni scientifiche sia a livello europeo che mondiale, spesso...
Donne e scienza: intervista a Grazia Umana su Joycelyn Bell Burnell, la radioastronomia e SKA
Oggi 11 febbraio è la Giornata internazionale delle donne e ragazze nella scienza, istituita dall’Organizzazione delle Nazioni Unite per promuovere la partecipazione femminile nelle professioni scientifiche e tecnologiche e lottare contro gli stereotipi di genere...
L’idrogeno freddo come non si è mai visto
Una serie di osservazioni con il telescopio MeerKat ha portato alla pubblicazione dell’immagine più dettagliata e sensibile mai ottenuta della distribuzione di gas idrogeno freddo nel gruppo di galassie che orbitano intorno alla gigantesca galassia Fornax A. Dane Kleiner, l’autore dello “scatto”, fa parte di un team condotto da Paolo Serra dell’Inaf di Cagliari.
Accordo di collaborazione per lo Space Weather
L’obiettivo dell‘Aeronautica militare, dell’Inaf e dell’Ingv è di collaborare nello sviluppo di una capacità operativa autonoma per lo Space Weather, con assetti nazionali, accrescendo le sinergie, le capacità e le competenze nel settore.
Nasce l’Osservatorio Ska
L’Osservatorio Ska (Skao) è stato ufficialmente inaugurato oggi. Si unisce alle molte organizzazioni intergovernative dedicate alla scienza su ampia scala, come Cern, Eso, Esa e Iter. Tavani (Inaf): «Siamo orgogliosi che l’Italia sia tra i Paesi fondatori dell’Osservatorio, segno del grande interesse della comunità italiana per la scienza e la tecnologia legate a Ska»
Dalle stelle alle profondità marine con l’Open Science
La realizzazione della European Open Science Cloud (EOSC) richiede, oltre al coordinamento tra attori molto eterogenei, anche la creazione di servizi in cloud che rispondano alle esigenze della comunità della ricerca, seguendo il paradigma della scienza aperta, e che...
Da Catania un tomografo muonico per i container
Realizzato un prototipo in grado di determinare la posizione in 3D di un piccolo blocco di piombo. Sostituendo gli attuali fotosensori con fotomoltiplicatori al silicio di nuova generazione, già disponibili sul mercato, potrebbe essere impiegato dalle autorità portuali per rilevare l’eventuale presenza di materiale radioattivo.
Ricerca e Sviluppo di sensori a conteggio di fotoni per applicazioni scientifiche e industriali
Si è da poco conclusa la collaborazione internazionale SENSE supportata dal programma Horizon 2020 che mirava a coordinare gli sforzi di ricerca e sviluppo nel mondo accademico e industriale nel settore dei sensori a bassa luminosità ed in particolare verso lo studio dei fotomoltiplicatori al silicio di tipo SiPM. Il laboratorio COLD ha aderito a questa collaborazione insieme ad altri istituti di ricerca: Nagoya University (Giappone), Max Plank Istitute (Germania), Deutsches Elektronen Synchrotron (DESY – Germania), CERN (Svizzera). L’obiettivo è stato quello di standardizzare le metodologie delle misure dei principali parametri dei rivelatori al silicio ed in particolare dei SiPM e dare tutte le informazioni necessarie alla comunità scientifica. La collaborazione tra il laboratorio COLD dell’INAF e il laboratorio dell’Università di Ginevra (CERN – Svizzera) ancora continua attraverso il continuo scambio di dati e informazioni e discussioni su nuovi progetti.
Tre viste uniche del Sistema solare
Nel 2020, le tre sonde spaziali dedicate all’osservazione del Sole – Solar Orbiter di Esa e Nasa, Parker Solar Probe della Nasa e Stereo della Nasa – hanno catturato scorci unici dei pianeti del Sistema solare, regalandoci splendide immagini da diversi punti di vista, sfruttando il fatto che alcuni strumenti a bordo hanno visto diversi pianeti passare contemporaneamente attraverso i loro campi di vista
Sei mondi in bilico tra armonia e caos
Toi-178 è un sistema planetario davvero fuori dal comune: attorno alla stella madre, distante circa 200 anni luce da noi, in direzione della costellazione dello Scultore, sono stati scoperti ben 6 pianeti, anche grazie alle nuove osservazioni del satellite Cheops, il satellite dell’Esa dedicato alla caratterizzazione degli esopianeti con una importante partecipazione italiana, che vede coinvolti l’Inaf, l’Asi e l’Università di Padova, combinate con quelle di alcuni telescopi a terra.
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