News scientifiche OACT
First results from the C-MetaLL project: unveiling the nature of two first-crossing Classical Cepheids
Arrivano i primi risultati del progetto C-MetaLL guidato da Vincenzo Ripepi (INAF-OACN) e Gianni Catanzaro (INAF-OACT).
Il progetto è dedicato allo studio delle Cefeidi Classiche (DCEPs), una particolare classe di stelle variabili che pulsano periodicamente a causa della loro instabilità. Combinando i dati dello spettrografo HARPSN con quelli dei satelliti TESS e GAIA, gli autori dello studio hanno potuto determinare con precisione le abbondanze chimiche di due DCEPs. Grazie a questo progetto sarà possibile capire meglio come la relazione periodo-luminosità delle Cefeidi sia legata alla loro metallicità, una questione ancora oggi dibattuta di grande rilevanza nel contesto della scala delle distanze extragalattiche.
Luce verde per l’occhio di Plato
La settimana scorsa il modello termo-strutturale del futuro cacciatore di nuove Terre potenzialmente abitabili dell’Esa ha superato con successo i test termo-meccanici. Dopo la valutazione dell’allineamento delle ottiche del telescopio, iniziata ieri presso gli stabilimenti Hst di Prato, si passerà alle prove di validazione delle prestazioni ottiche dei telescopi. Con il commento della responsabile scientifica italiana per la missione, Isabella Pagano dell’Inaf di Catania.
Sphere: cento di questi paper
Il consorzio internazionale che ha costruito l’imager planetario Sphere, installato al Very Large Telescope dell’Eso, ha pubblicato tre articoli scientifici con i risultati della survey sui dati demografici degli esopianeti osservati con lo strumento. Vi hanno preso parte ricercatori delle sedi Inaf di Padova, Napoli, Brera e Catania.
Il segnale Uv e ottico che sfida i modelli delle pulsar
Osservati, per la prima volta da una pulsar al millisecondo in fase “esplosiva”, lampi in banda ottica e ultravioletta oltre alle pulsazioni nei raggi X tipiche di questi corpi celesti. La scoperta, guidata da ricercatrici e ricercatori dell’Istituto nazionale di astrofisica e basata anche su osservazioni effettuate con il Telescopio nazionale Galileo, mette alla prova i modelli teorici che descrivono il comportamento delle pulsar in sistemi binari.
I laboratori OACT per lo sviluppo e gestione di strumentazione spaziale: COLD e LASP
L'Osservatorio Astrofisico di Catania si occupa anche dello sviluppo e gestione di strumentazione per programmi spaziali. Negli ultimi anni, l'Italia ha consolidato sempre di più il suo ruolo nelle missioni scientifiche sia a livello europeo che mondiale, spesso...
Donne e scienza: intervista a Grazia Umana su Joycelyn Bell Burnell, la radioastronomia e SKA
Oggi 11 febbraio è la Giornata internazionale delle donne e ragazze nella scienza, istituita dall’Organizzazione delle Nazioni Unite per promuovere la partecipazione femminile nelle professioni scientifiche e tecnologiche e lottare contro gli stereotipi di genere...
L’idrogeno freddo come non si è mai visto
Una serie di osservazioni con il telescopio MeerKat ha portato alla pubblicazione dell’immagine più dettagliata e sensibile mai ottenuta della distribuzione di gas idrogeno freddo nel gruppo di galassie che orbitano intorno alla gigantesca galassia Fornax A. Dane Kleiner, l’autore dello “scatto”, fa parte di un team condotto da Paolo Serra dell’Inaf di Cagliari.
Accordo di collaborazione per lo Space Weather
L’obiettivo dell‘Aeronautica militare, dell’Inaf e dell’Ingv è di collaborare nello sviluppo di una capacità operativa autonoma per lo Space Weather, con assetti nazionali, accrescendo le sinergie, le capacità e le competenze nel settore.
Nasce l’Osservatorio Ska
L’Osservatorio Ska (Skao) è stato ufficialmente inaugurato oggi. Si unisce alle molte organizzazioni intergovernative dedicate alla scienza su ampia scala, come Cern, Eso, Esa e Iter. Tavani (Inaf): «Siamo orgogliosi che l’Italia sia tra i Paesi fondatori dell’Osservatorio, segno del grande interesse della comunità italiana per la scienza e la tecnologia legate a Ska»
Dalle stelle alle profondità marine con l’Open Science
La realizzazione della European Open Science Cloud (EOSC) richiede, oltre al coordinamento tra attori molto eterogenei, anche la creazione di servizi in cloud che rispondano alle esigenze della comunità della ricerca, seguendo il paradigma della scienza aperta, e che...
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