


HADES RV Programme with HARPS-N at TNG XIII. A sub-Neptune around the M dwarf GJ 720 A
Fonte: TNG website – News The high number of super-Earth and Earth-like planets in the habitable zone detected around M-dwarf stars in the last years has revealed these stellar objects to be the key for planetary radial velocity (RV) searches. Using the HARPS-N...
First results from the C-MetaLL project: unveiling the nature of two first-crossing Classical Cepheids
Arrivano i primi risultati del progetto C-MetaLL guidato da Vincenzo Ripepi (INAF-OACN) e Gianni Catanzaro (INAF-OACT).
Il progetto è dedicato allo studio delle Cefeidi Classiche (DCEPs), una particolare classe di stelle variabili che pulsano periodicamente a causa della loro instabilità. Combinando i dati dello spettrografo HARPSN con quelli dei satelliti TESS e GAIA, gli autori dello studio hanno potuto determinare con precisione le abbondanze chimiche di due DCEPs. Grazie a questo progetto sarà possibile capire meglio come la relazione periodo-luminosità delle Cefeidi sia legata alla loro metallicità, una questione ancora oggi dibattuta di grande rilevanza nel contesto della scala delle distanze extragalattiche.

È doppio il sistema più giovane scoperto da Tess
Due esopianeti caldi, grandi all’incirca come Nettuno e con un’età tra i 30 e gli 80 milioni di anni. È l’identikit di Toi-942, il sistema planetario più giovane scoperto dal satellite Tess della Nasa, scovato da un team a guida Inaf e caratterizzato grazie anche a dati raccolti con il Telescopio Nazionale Galileo. Con la sua giovane età e la presenza di più di un pianeta, questo sistema è un ottimo banco di prova per studiare come nascono e si evolvono i pianeti nell’universo

Mondi attorno a stelle di classe M
Anche le stelle M – le più comuni – mostrano una crescente probabilità di ospitare pianeti gassosi all’aumentare della metallicità, mentre nessuna relazione è osservata per pianeti terrestri. Tra gli autori dello studio sono presenti anche i ricercatori dell’Osservatorio di Catania che fanno parte del programma osservativo HADES.

Pelle incandescente, cuore di ghiaccio
Nel cuore dell’esopianeta Toi-561 b – una super-Terra con temperatura in superficie superiore ai duemila gradi – pare ci sia acqua ghiacciata ad alta pressione. Lo suggerisce uno studio del gruppo di ricerca del Dipartimento di fisica e astronomia dell’Università di Padova, coadiuvato da diversi membri dell’Istituto nazionale di astrofisica (tra cui Isabella Pagano) e vari collaboratori internazionali, condotto con lo spettrometro Harps-N del Telescopio nazionale Galileo dell’Inaf.

In compagnia dei giganti
Nell’ambito della collaborazione Gaps di cui fanno parte alcuni ricercatori dell’Oss. Atrofisico di Catania, sono stati pubblicati i primi risultati di uno studio sistematico su un campione di stelle di piccola massa, in particolare nane di classe K e M, che ospitano pianeti giganti di lungo periodo. Lo studio ha lo scopo di cercare compagni planetari di piccola massa in orbite interne attorno a questo tipo di stelle.

Elio bollente nell’atmosfera di Hd 189733b
È un esopianeta gigante decisamente caldo: la sua atmosfera raggiunge temperature di 925 °C e per questo motivo si espande a dismisura nello spazio, dove può in parte dissolversi e creare lunghe scie che seguono o precedono il pianeta. Un’atmosfera estesa ora studiata in dettaglio da un team internazionale guidato dai ricercatori dell’Inaf nell’ambito della collaborazione GAPS.

Tris di esopianeti con super-Terra
Quasi sei anni di osservazioni, oltre 300 spettri ad alta risoluzione raccolti con Harps-N e circa cinque mesi di calcolo al computer: è servita parecchia tenacia, al team di astronomi del programma GAPS, per scoprire un terzo pianeta nel sistema della stella Hd 164922. Ma i risultati hanno premiato gli sforzi: lì attorno c’era in effetti una super-Terra. Lo studio sarà pubblicato su Astronomy & Astrophysics.

Atomi di ferro brillano nell’atmosfera di Kelt-9b
Un gruppo di ricercatori dell’Inaf insieme a colleghi di università ed enti di ricerca italiani, olandesi e svizzeri, ha rivelato per la prima volta tracce di ferro neutro in emissione nella caldissima atmosfera di un pianeta extrasolare. Questa scoperta è un importante passo avanti verso studi comparativi di pianeti e stelle ospiti, che favorirà una migliore comprensione di come i pianeti stessi si formino