Lanciato alle 9:54 ora italiana dallo spazioporto di Kourou, in Guyana francese, a bordo di un razzo Soyuz, Cheops osserverà più di 7mila stelle nei 3 anni e mezzo di durata nominale della missione. Missione a importante partecipazione dell’Italia, con l’Inaf, l’Università di Padova e l’Asi, sarà il nostro misura-pianeti, un satellite dedicato alla caratterizzazione di mondi di piccole dimensioni.
Un problema al software del lanciatore emerso durante la sequenza di lancio. Questa pare sia la ragione che ha costretto ArianeSpace a rimandare – almeno fino a domani, mercoledì 18 dicembre – la partenza del Soyuz con a bordo il telescopio spaziale Cheops per la caratterizzazione degli esopianeti.
Incapsulato all’interno del modulo di trasporto del lanciatore Soyuz insieme a uno dei satelliti della costellazione italiana Cosmo-SkyMed, il telescopio spaziale europeo per lo studio degli esopianeti è pronto a spiccare il volo il 17 dicembre.
In occasione del transito di Mercurio sul disco solare, l’INAF propone al pubblico e alle scuole osservazioni guidate al telescopio e conferenze nelle sedi di Torino, Bologna, Firenze, Teramo, Roma, Palermo e Catania. A partire dalle 13:15 è inoltre prevista una diretta streaming dell’evento dalle Canarie, dove si trova il Telescopio Nazionale Galileo.
La batteria di radiotelescopi australiani Askap, un precursore del futuro Ska, ha passato al setaccio la galassia nana, ricavando la mappa radio più accurata di sempre di questo oggetto celeste e individuando, tra gli altri, anche due potenziali resti di supernova. Nel team che ha condotto il lavoro anche alcune ricercatrici e ricercatori dell’Inaf di Catania.