Nel pieno del suo lungo viaggio verso il Sole, la sonda Solar Orbiter ha ben impiegato il tempo attivando i suoi strumenti, verificando il loro corretto funzionamento e raccogliendo le prime misure sia dell’ambiente interplanetario che del Sole e della sua turbolenta atmosfera. I dati raccolti dai dieci differenti strumenti a bordo della sonda sono già così accurati e interessanti da permettere agli scienziati di ottenere risultati di prim’ordine
La camera ad alta risoluzione JANUS è pronta a lasciare gli stabilimenti di Leonardo di Campi Bisenzio (FI) per essere trasferita al sito di integrazione con il satellite JUICE, presso la sede di Airbus di Tolosa (Francia). JUICE è una missione ESA destinata allo studio di Giove
Venerdì 22 ottobre l’Osservatorio Cta e l’Inaf ospiteranno l’evento “Cta Observatory: Connecting Minds Worldwide to Unravel the Mysteries of the Extreme Universe” presso il Padiglione Italia dell’Expo 2020 Dubai. Ctao sarà il primo osservatorio di raggi gamma a terra e il più grande e sensibile strumento al mondo per la rilevazione di raggi gamma.
La missione effettuerà il prossimo rendez-vous con il pianeta il 9 agosto. Intanto arrivano nuovi risultati scientifici sulla corona solare grazie a Metis, uno degli strumenti italiani a bordo di Solar Orbiter, realizzato con il contributo di Asi, Inaf e le università di Firenze e Padova.
Sulle isole Canarie si sta completando l’assemblaggio e i test preliminari di Weave, un sofisticato strumento che fornirà dati preziosissimi per riuscire a comprendere come si è formata la nostra galassia e l’evoluzione delle sue stelle, ma anche l’evoluzione delle galassie esterne alla nostra e la natura della materia oscura e dell’energia oscura. Il progetto internazionale vede la partecipazione scientifica dell’Inaf.
Procede in Cile la costruzione del Vera Rubin Observatory, che tra un paio di anni inizierà a scandagliare il cielo per cercare una risposta ad alcuni tra i più pressanti quesiti dell’astrofisica. Per saperne di più, abbiamo intervistato Federica Bianco, ricercatrice presso l’Università del Delaware e coordinatrice dei diversi gruppi scientifici coinvolti nel progetto, che insegna data science negli Stati Uniti e ha recentemente tenuto un corso anche in Italia