Dopo un’importante fase di aggiornamento e calibrazione, il prototipo ASTRI-Horn sull’Etna si dimostra uno strumento di grande successo. Oltre ai risultati scientifici ottenuti, il telescopio ha permesso di confermare la validità delle tecnologie impiegate che sono sfruttate anche dall’ASTRI Mini-Array e dei telescopi SST del Cherenkov Telescope Array Observatory (CTAO) e sarà presto utilizzato come banco di collaudo per lo studio dei vulcani tramite l’osservazione dei muoni con tecnica Cherenkov.
Quando una stella massiccia giunge al termine della propria vita esplodendo in una supernova, non libera soltanto una quantità straordinaria di luce, ma trasforma l’ambiente circostante in un vero e proprio acceleratore di particelle cosmico. Un nuovo studio condotto...
Sarà il più grande e potente osservatorio al mondo per l’osservazione dell’universo nello spettro dei raggi gamma. La cerimonia di avvio delle attività del Cherenkov Telescope Array Observatory – voluta dal Mur, con la presenza del ministro Anna Maria Bernini – si è tenuta oggi nella Sala dei Giganti dell’Università di Padova. Hanno partecipato Inaf, Infn, Università di Padova e i membri fondatori del Ctao
L’array di telescopi Cherenkov interamente “made in Italy” Astri è ormai in dirittura d’arrivo: dei nove previsti – tutti sull’isola di Tenerife, alle Canarie – ne sono già stati montati sette. Come sono fatti e quale scienza produrranno? In cosa sono simili e in cosa invece diversi dai telescopi di Ctao più piccoli? Lo abbiamo chiesto all’astrofisico dell’Inaf di Brera Giovanni Pareschi, principal investigator del progetto Astri Mini-Array
La Commissione europea ha istituito oggi il Ctao come Eric, accelerando la costruzione dell’osservatorio per l’astronomia dei raggi gamma ad altissime energie più potente al mondo. Roberto Ragazzoni (presidente Inaf) «Con questa importante tappa continuiamo a lavorare alla costruzione di un nuovo osservatorio per la comprensione dei fenomeni dell’universo che coinvolgono quantità di energia inimmaginabili in laboratorio o nei dintorni del Sistema solare»
Il Whole Earth Blazar Telescope, una collaborazione di astronomi di cui fanno parte ricercatrici e ricercatori dell’Inaf, ha scoperto che la radiazione del getto del blazar mostra forti oscillazioni cicliche di luminosità nell’arco di alcune ore. Secondo il team, ciò è dovuto al fatto che il getto non è esattamente rettilineo: presenta una piega a una distanza di circa 16 anni luce dal buco nero che ha deviato ritmicamente il potentissimo flusso di radiazione verso di noi.
L’evento, il primo del suo genere a essere stato rivelato a simili energie, fa luce su una classe di fenomeni astrofisici considerati responsabili delle periodiche esplosioni che hanno luogo sulla superficie delle novae e dell’emissione di una parte dei fotoni che costituiscono il fondo di radiazione gamma che permea la nostra intera galassia. Il risultato in un articolo pubblicato oggi su Nature Astronomy.
Venerdì 22 ottobre l’Osservatorio Cta e l’Inaf ospiteranno l’evento “Cta Observatory: Connecting Minds Worldwide to Unravel the Mysteries of the Extreme Universe” presso il Padiglione Italia dell’Expo 2020 Dubai. Ctao sarà il primo osservatorio di raggi gamma a terra e il più grande e sensibile strumento al mondo per la rilevazione di raggi gamma.
Osservati, per la prima volta da una pulsar al millisecondo in fase “esplosiva”, lampi in banda ottica e ultravioletta oltre alle pulsazioni nei raggi X tipiche di questi corpi celesti. La scoperta, guidata da ricercatrici e ricercatori dell’Istituto nazionale di astrofisica e basata anche su osservazioni effettuate con il Telescopio nazionale Galileo, mette alla prova i modelli teorici che descrivono il comportamento delle pulsar in sistemi binari.