Lunedì 11 febbraio si celebra la Giornata internazionale delle donne e delle ragazze nella scienza. In campo astronomico, sono molte le iniziative internazionali e nazionali – organizzate dall’Iau e dall’Inaf – a seguito della campagna di sensibilizzazione promossa dall’Onu.
Studiando i ”burst” solari in ultravioletto, un team guidato da Salvo Guglielmino dell’Università di Catania è riuscito a osservarne gli effetti sulla corona solare. La scoperta, pubblicata mercoledì su The Astrophysical Journal, è stata possibile grazie ai dati del Solar Dynamics Observatory della Nasa.
L’Unione astronomica internazionale (Iau) compie 100 anni e l’Inaf celebra l’evento con un nutrito numero di appuntamenti nelle sue sedi disseminate in tutto il territorio nazionale. E sempre nel 2019 l’Inaf spegne 20 candeline: per festeggiare la ricorrenza è stato ideato un logo che sta a testimoniare due decenni di progresso scientifico, traguardi tecnologici e riconoscimenti a livello internazionale.
Il Council del Cherenkov Telescope Array Observatory (Ctao) e l’Eso, l’Osservatorio Australe Europeo, hanno firmato gli accordi finali per l’installazione del gruppo di telescopi che costituiranno la componente di Cta per l’emisfero meridionale. Cta è un grande progetto internazionale per la realizzazione di una rete globale di telescopi dedicati allo studio della radiazione gamma più energetica, cui partecipano per l’Italia l’Inaf e l’Infn, e prevede l’installazione dei telescopi su due siti: uno nell’emisfero nord, alle Canarie, e uno nell’emisfero sud, in Cile.
Quello da cui si sviluppano stelle a bassa metallicità è un ambiente “povero”, scarso di elementi chimici più pesanti dell’elio e un nuovo studio del programma GAPS ha confermato che attorno a tali stelle è poco probabile trovare pianeti giganti. Tra gli autori dello studio sono presenti anche i ricercatori dell’Osservatorio di Catania che fanno parte del programma GAPS.